Tutti Cani Gatti Salute e Benessere Vivere Insieme Notizie

Da Susan a Willow: il viaggio genealogico dei Corgi della regina Elisabetta II

29 août 2026 15 min de lecture Mis a jour 12 septembre 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

La presenza dei Corgi accanto alla Regina Elisabetta II non fu un dettaglio decorativo della vita di corte. Fu una storia familiare durata decenni, nata dall’infanzia della sovrana e diventata una genealogia canina documentata, fatta di nascite, nomi memorabili e legami quotidiani.

In breve, questi sono i passaggi che spiegano il viaggio genealogico da Susan a Willow.

  • Susan, nata nel 1944 e regalata a Elisabetta per il diciottesimo compleanno, divenne la capostipite della linea Windsor.
  • L’interesse della futura sovrana per la razza era iniziato nel 1933, con Dookie e Jane, i due cani scelti dal duca di York.
  • Dal ramo di Susan si svilupparono quattordici generazioni e oltre trenta cani vissuti con Elisabetta II.
  • Willow, morta nel 2018, fu l’ultima discendente diretta di Susan e segnò la chiusura di quella linea.
  • Muick, Sandy e la dorgi Candy raccontano l’ultima fase della relazione fra la famiglia reale e i suoi cani da compagnia.

La storia dei Corgi della Regina Elisabetta II prima di Susan

Il viaggio genealogico dei cani reali non comincia nel 1944. Comincia undici anni prima, quando la futura Regina Elisabetta II era ancora una bambina e il padre, allora duca di York, portò nella famiglia reale due Pembroke Welsh Corgi chiamati Dookie e Jane. Era il 1933. Il duca sarebbe diventato re Giorgio VI nel 1936, ma in quel momento la scelta del cane non aveva ancora nessun peso simbolico internazionale.

Dookie aveva un aspetto diverso da quello dei Corgi che il pubblico avrebbe poi associato alla sovrana. Aveva la coda, mentre il Pembroke Welsh Corgi contemporaneo è spesso riconosciuto proprio per il posteriore compatto e la coda molto corta o assente. Ciò che colpì Elisabetta non fu soltanto la forma particolare del corpo, con le zampe corte e il torace robusto. Il carattere vivace, l’attenzione verso le persone e la prontezza nel seguire i movimenti della famiglia li rendevano cani molto presenti nella vita domestica.

Il Corgi nasce come cane da lavoro gallese. Veniva impiegato per spostare il bestiame, sfruttando l’altezza ridotta per evitare calci e mantenere una posizione agile vicino alle zampe degli animali più grandi. Portare questa razza nei palazzi reali significò trasformare un cane da fattoria in un compagno di vita aristocratico, senza cancellarne del tutto l’energia e l’intelligenza. È una distinzione utile anche oggi, quando il Corgi viene scelto soltanto per l’aspetto fotogenico.

Un Pembroke Welsh Corgi adulto non è un soprammobile da appartamento. Ha bisogno di uscite regolari, attività di fiuto, gioco ragionato e interazione. Per molte famiglie italiane può adattarsi a una casa senza giardino, ma non a giornate in cui resta solo per dieci ore e poi riceve una passeggiata di cinque minuti. La popolarità costruita attorno alla Corona ha reso la razza molto desiderata, ma il temperamento resta quello di un cane attento, talvolta vocale e abituato a prendere iniziativa.

La storia della famiglia reale contribuì a rendere riconoscibile il Corgi nel mondo ben prima dei social network. Le immagini ufficiali, le apparizioni nei giardini di Buckingham Palace e le fotografie più private mostrarono un rapporto continuativo. Non si trattava di un singolo animale comparso accanto a una personalità celebre. Nel tempo si formò un gruppo stabile, con linee di discendenza osservate e gestite nella tenuta di Windsor.

Questo legame ebbe anche un lato meno patinato. Un gruppo di cani, soprattutto se molto legati al proprio ambiente e alle proprie persone, può essere rumoroso, competitivo per attenzioni e risorse, oppure poco disponibile con gli estranei. Le cronache dell’epoca raccontano anche episodi di morsi e comportamenti difficili. Nessuna razza, neppure quella associata a una regina, garantisce un carattere uniforme. Educazione, selezione responsabile, contesto e gestione quotidiana cambiano profondamente l’esperienza.

Chi oggi cerca un Corgi in Italia trova cuccioli da allevamento con prezzi che spesso oscillano fra 1.800 e 3.000 euro, a seconda di genealogia, test effettuati sui riproduttori e serietà dell’allevatore. A quella cifra vanno aggiunti alimentazione, prevenzione, accessori, educazione e spese veterinarie. Un budget annuale realistico per un adulto può collocarsi, in molte città italiane, tra 1.300 e 2.500 euro senza considerare emergenze importanti.

La passione di Elisabetta per questi cani nacque quindi in casa, molto prima della corona e della fama planetaria. Susan avrebbe dato a quell’affetto una forma precisa, trasformando una preferenza infantile in un vero albero genealogico.

Illustration éditoriale du sujet : Da Susan a Willow: il viaggio genealogico dei Corgi della regina Elisabetta II
Illustration générée par intelligence artificielle.

Susan e la nascita dell’albero genealogico dei Corgi reali

Susan nacque il 20 febbraio 1944. A circa tre mesi arrivò alla principessa Elisabetta come dono per il suo diciottesimo compleanno, celebrato il 21 aprile. Non fu soltanto il primo cane posseduto direttamente dalla futura sovrana. Fu la femmina da cui discese la parte più nota dell’albero genealogico dei Corgi della Regina Elisabetta II.

La scelta ebbe un valore affettivo concreto. Susan accompagnò Elisabetta anche nel viaggio di nozze del 1947 con il principe Filippo, nascosta in auto sotto alcune coperte secondo i racconti tramandati dalla stampa britannica. Un dettaglio domestico, quasi buffo, che aiuta a capire quanto la presenza del cane non fosse limitata agli appuntamenti pubblici o alle immagini ufficiali. I cani reali facevano parte della routine, dei trasferimenti e delle giornate di famiglia.

La BBC, insieme alla Welsh Corgi League, ha ricostruito nel tempo una mappa genealogica che colloca Susan al vertice della linea più lunga. Da lei discendevano quattordici generazioni. L’allevamento, noto come Windsor, era seguito con il supporto dello staff e con il coinvolgimento personale della Regina Elisabetta II, che mostrava interesse per le nascite e per l’assegnazione dei nomi.

Da Sugar e Honey a una dinastia di nomi

Le figlie di Susan, Sugar e Honey, aprirono una lunga sequenza di cani con nomi legati a cibo, bevande, oggetti, personaggi e sonorità semplici. Comparvero Sherry, Whiskey, Bee, Buzz, Foxy, Tiny, Mask, Cindy, Brush, Pickles, Tinker, Jolly e Sweep. Poi arrivarono Socks, Blackie, Shadow, Smoky, Piper, Fable, Myth, Spark, Kelpie, Dash, Ranger, Diamond, Apollo, Fay e Mint.

Questa varietà non è un semplice elenco curioso. In una genealogia estesa, il nome serve anche a distinguere individui, fratellate e rami familiari. Chi convive con più cani sa quanto sia facile attribuire caratteristiche umane ai nomi, ma ogni animale mantiene bisogni e temperamento propri. Chiamare un cane Dash non lo rende meno incline alla calma, così come un nome dolce non elimina la possibilità che sia riservato o territoriale.

La selezione interna a una famiglia di cani richiede molta cautela. Nei Corgi, come in altre razze, un allevatore serio deve considerare salute dei riproduttori, conformazione, carattere e diversità genetica. L’attenzione non può fermarsi a un mantello gradevole o a un pedigree prestigioso. La popolarità di una linea aumenta il rischio di richieste basate sulla moda, mentre chi alleva dovrebbe mettere davanti il benessere dei cani e l’idoneità delle nuove famiglie.

Per chi valuta un cucciolo, ci sono alcune verifiche molto più utili di una foto sui social.

  • Chiedi di vedere la madre e, quando possibile, di conoscere le informazioni disponibili sul padre.
  • Verifica che l’allevatore spieghi i controlli sanitari svolti sui riproduttori senza risposte vaghe.
  • Osserva come vivono i cuccioli, se sono abituati gradualmente a rumori, persone e manipolazione rispettosa.
  • Richiedi documenti, microchip, iscrizione anagrafica e un contratto chiaro prima di versare denaro.
  • Valuta anche canili e associazioni serie, perché alcuni Corgi o loro incroci entrano nei percorsi di adozione.

Nella vicenda Windsor, l’albero genealogico racconta un legame eccezionalmente lungo tra una persona e una razza. Non deve però suggerire che ogni famiglia abbia bisogno di creare una propria dinastia. Per un cane, la continuità più preziosa resta una casa capace di offrirgli tempo, cure e stabilità.

Come Willow ha chiuso la linea genealogica di Susan

Willow rappresenta un punto preciso nella storia dei Corgi reali. Era l’ultima discendente diretta di Susan e morì nell’aprile 2018. Con lei si chiuse la linea iniziata nel 1944, una discendenza che aveva attraversato buona parte della vita adulta della Regina Elisabetta II e quasi l’intera durata del suo regno.

La morte di Willow ebbe un significato che andava oltre l’affetto per un singolo cane. Segnò la fine di una scelta riproduttiva. Già nel 2015 Elisabetta aveva deciso di non allevare più Corgi, perché non voleva rischiare di lasciare animali giovani dopo la propria morte. È una motivazione molto concreta e responsabile, soprattutto per chi convive con cani longevi o ha un’età e una salute che rendono necessario pianificare il futuro.

La scelta di fermarsi non cancella l’amore per gli animali. Lo rende più consapevole dei limiti della vita reale. Un Corgi può vivere in media dodici-tredici anni, talvolta anche di più. Prima di prendere un cucciolo, vale la pena chiedersi chi potrà occuparsene in caso di ricovero, trasloco, separazione o difficoltà economica. Non serve prevedere ogni imprevisto. Serve nominare una o due persone affidabili e parlarne davvero, non lasciarlo come un’intenzione generica.

Passaggio della linea Windsor Periodo Perché conta nella storia dei Corgi
Dookie e Jane entrano nella famiglia reale 1933 Accendono l’interesse della giovane Elisabetta per il Pembroke Welsh Corgi.
Susan viene donata alla principessa 1944 Diventa la capostipite dell’albero genealogico più conosciuto.
Nascono quattordici generazioni Dal dopoguerra agli anni 2010 La tenuta di Windsor ospita decine di discendenti della stessa linea.
Muore Willow Aprile 2018 Termina la discendenza diretta iniziata con Susan.

Guardare la vicenda di Willow soltanto come la fine di una leggenda rischia di perdere il punto più utile. Ogni famiglia che sceglie un cane dovrebbe pensare alla sua intera esistenza, non soltanto ai primi mesi. Il problema emerge spesso quando l’animale invecchia, ha minore mobilità o richiede visite più frequenti. In quei momenti si scopre se l’impegno preso era stato costruito su basi realistiche.

Il Pembroke Welsh Corgi, per la struttura allungata del corpo e gli arti corti, merita particolare attenzione alla gestione del peso e alla prevenzione degli sforzi inutili. Questo non significa trasformare ogni salto in un allarme. Significa evitare che diventi sovrappeso, organizzare una vita attiva ma adatta al soggetto e confrontarsi con il veterinario quando compaiono rigidità, dolore, cambiamenti nel passo o difficoltà a salire e scendere. Diagnosi e terapie spettano sempre al medico veterinario.

Willow morì prima della sovrana, ma la sua scomparsa rese visibile un passaggio che era già stato deciso. La linea di Susan non sarebbe stata prolungata artificialmente per mantenere un simbolo. Questo è forse l’aspetto più sobrio e più umano dell’intera genealogia Windsor.

Muick, Sandy, Candy e gli ultimi cani da compagnia della sovrana

Dopo la decisione di interrompere l’allevamento, i Corgi non scomparvero del tutto dalla vita di Elisabetta II. Nel 2021, dopo la morte del principe Filippo, il principe Andrea e sua figlia Beatrice le donarono due cuccioli, Muick e Sandy. Il loro arrivo fu legato a un momento personale difficile e non alla volontà di riaprire la linea genealogica di Susan.

Muick aveva già una storia movimentata. Un primo cucciolo con quel nome morì poco dopo l’arrivo a Windsor, e venne poi sostituito da un altro Corgi. Sandy fu scelto come compagno della stessa fase della vita della sovrana. Le notizie dell’epoca riferirono che Elisabetta aveva accettato i cani a condizione che il principe Andrea fosse disposto a riprenderli se non fosse più stata in grado di occuparsene. Dopo la morte della Regina Elisabetta II, avvenuta l’8 settembre 2022, Muick e Sandy tornarono infatti a vivere con Andrea e Sarah Ferguson.

Accanto ai Corgi figurava Candy, una dorgi. Il termine indica un incrocio tra Welsh Corgi e Bassotto tedesco. La presenza dei dorgi nella storia reale ebbe origine negli anni Settanta, quando uno dei Corgi della Regina si accoppiò con un bassotto appartenente alla principessa Margaret. Da allora questo incrocio entrò nella quotidianità di Elisabetta, pur restando distinto dalla linea di Pembroke allevata a Windsor.

La dorgi non è una razza riconosciuta come il Corgi. Può avere corpo lungo, arti corti, forte attaccamento alla famiglia e una combinazione imprevedibile dei tratti ereditati. Proprio per questo non è corretto descriverla come una versione più semplice o più economica del Corgi. Gli incroci non cancellano le necessità educative, la predisposizione all’aumento di peso o l’attenzione da dedicare alla schiena e alla mobilità.

In alcuni resoconti degli anni successivi al 2022 è comparso anche il nome di Lissy, Cocker Spaniel inglese legata all’ambiente della famiglia reale e al suo addestratore Ian Openshaw. Queste informazioni vanno tenute separate dalla genealogia di Susan. Lissy non prosegue la linea Windsor dei Pembroke Welsh Corgi e non cambia il fatto storico principale, cioè che Willow fu l’ultima discendente diretta della capostipite del 1944.

La successione dei cani dopo la morte di una persona famosa spesso viene raccontata come un dettaglio di costume. In realtà riguarda la responsabilità verso animali che hanno legami, abitudini e bisogni molto concreti. Spostare un cane anziano o abituato a una persona può richiedere tempo, continuità nelle routine e attenzione al suo comportamento. Non esiste una soluzione uguale per tutti, ma esiste il dovere di prepararla.

Nel contesto italiano, scrivere in un testamento chi dovrebbe occuparsi dell’animale può essere utile, ma da solo non basta. La persona indicata deve aver dato un consenso chiaro, conoscere il cane e poter sostenere le spese. Per un Corgi, una visita veterinaria di base può costare indicativamente 35-60 euro, mentre esami, cure dentali o accertamenti specialistici fanno salire rapidamente il conto. Una piccola riserva economica dedicata all’animale evita che l’affetto venga messo alla prova da una spesa arrivata nel momento peggiore.

Muick, Sandy e Candy mostrano che la storia dei cani reali non si fermò con Willow. Cambiò però natura, passando da una linea genealogica costruita nel tempo a una cura affidata a persone già coinvolte nella loro vita.

Perché i cani reali hanno cambiato l’immagine del Corgi nel mondo

Per decenni, vedere un Corgi accanto alla Regina Elisabetta II significò associare la razza a Buckingham Palace, Windsor, ricevimenti ufficiali e fotografie di famiglia. Le immagini scattate da Annie Leibovitz nel 2016, con la sovrana circondata dai suoi cani, fissarono questa associazione nella cultura popolare. Erano fotografie studiate, ma mostravano anche animali abituati a stare vicini alla loro persona di riferimento.

La notorietà ha avuto un doppio effetto. Da una parte ha fatto conoscere la storia dei Corgi a un pubblico enorme. Dall’altra ha incoraggiato acquisti impulsivi da parte di persone attratte soprattutto dall’estetica. È un rischio frequente con tutte le razze diventate virali. Il muso sorridente, le zampe corte e la fama da cane della Corona possono far dimenticare il bisogno di attività, la tendenza ad abbaiare e una muta di pelo che può essere abbondante.

Un Corgi non richiede maratone quotidiane come un cane da pastore molto atletico, ma non è adatto a una vita passiva. Due o tre uscite al giorno, esercizi di ricerca olfattiva, gioco con regole chiare e occasioni di socializzazione ben gestita aiutano a incanalare l’energia. La quantità precisa cambia con età, salute e individuo. Un educatore cinofilo qualificato può essere una spesa sensata se emergono difficoltà nella gestione al guinzaglio, nella convivenza o nella reattività.

La fama non protegge neppure dalle responsabilità sanitarie. Nei Corgi possono comparire problemi articolari, disturbi della colonna, patologie oculari e tendenza al sovrappeso. Non è possibile stabilire da un articolo che cosa abbia un singolo cane. Se noti cambiamenti improvvisi nel movimento, rifiuto dell’attività, lamenti, perdita di appetito o alterazioni del comportamento, il riferimento corretto è il veterinario. Un controllo tempestivo permette di valutare la situazione con visita ed eventuali esami, senza affidarsi a supposizioni online.

La popolarità della razza ha anche un risvolto commerciale. Un allevatore serio non dovrebbe vendere il Corgi come un accessorio regale, né promettere un carattere identico a quello visto nelle fotografie della famiglia reale. Dovrebbe spiegare la gestione del pelo, le predisposizioni da monitorare, il costo previsto e il lavoro necessario per crescere un cane equilibrato. Allo stesso modo, chi adotta da un canile dovrebbe ricevere informazioni trasparenti sull’età, sulla storia conosciuta e sul comportamento osservato dell’animale.

La vicenda da Susan a Willow resta affascinante perché parla di continuità. Non è però un invito a scegliere un cane per imitare una celebrità. È un invito più concreto a guardare il cane che si ha davanti, capire di cosa ha bisogno e decidere se la propria vita può accoglierlo per molti anni.

Prima di cercare un Corgi, passa una mattina in un allevamento trasparente o in un canile della tua zona e osserva i cani adulti. Un cucciolo conquista in pochi minuti, mentre un cane adulto mostra già con chiarezza ritmo, voce, energia e presenza quotidiana.

Chi era Susan nella storia dei Corgi della Regina Elisabetta II?

Susan era una Pembroke Welsh Corgi nata il 20 febbraio 1944 e donata alla principessa Elisabetta per il suo diciottesimo compleanno. Fu la capostipite della linea Windsor da cui discesero molti dei cani reali successivi.

Willow era davvero l’ultima discendente di Susan?

Sì. Willow morì nell’aprile 2018 ed è ricordata come l’ultima discendente diretta della linea genealogica iniziata con Susan nel 1944.

Quanti Corgi ha avuto la Regina Elisabetta II?

Nel corso della sua vita Elisabetta II ebbe più di trenta Corgi, oltre ad alcuni dorgi. Molti dei Pembroke Welsh Corgi erano collegati alla discendenza di Susan.

Muick e Sandy appartengono alla linea di Susan?

No. Muick e Sandy arrivarono nella vita della sovrana nel 2021 e non rappresentano una prosecuzione della genealogia Windsor iniziata con Susan. Dopo il 2022 sono stati affidati al principe Andrea e a Sarah Ferguson.

Il Corgi è adatto a vivere in appartamento?

Può vivere in appartamento se riceve uscite quotidiane, attività mentale e presenza familiare. Non è una scelta adatta a chi cerca un cane poco attivo, silenzioso o gestibile con passeggiate molto brevi.